5 agosto
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a Abel.
Primo figlio di Adamo ed Eva nella tradizione biblica, pastore in un mondo nascente. Offrì il meglio del suo lavoro a Dio, suscitando la gelosia del fratello Caino che lo assassinò. Diventa così la prima vittima innocente della storia umana.
Quello che resta: La sua vita ci ricorda che la semplice esistenza può essere minacciata dall'invidia altrui. Ci invita a proteggere la vulnerabilità e a rifiutare la violenza come mezzo per risolvere i conflitti.
Abel si festeggia in Francia, negli Stati Uniti, in Italia, in Spagna, in Brasile, in Argentina e in Germania il 5 agosto.
Abel proviene dall'ebraico 'Hével', 'respiro' o 'soffio', una parola che significa anche 'vapore' o 'vanità', e allude poeticamente all'effimero della vita. Non a caso il suo portatore biblico, il secondo figlio di Adamo ed Eva, è la prima vittima dell'umanità: il pastore il cui sacrificio piacque a Dio e che morì per mano del fratello Caino. È, quindi, un nome dalle risonanze profonde, legato all'innocenza e all'ingiustizia.
Sebbene l'Abel della Genesi non abbia una festa fissa universale, il calendario dei santi spagnolo celebra il 5 agosto San Abel di Reims, un arcivescovo dell'VIII secolo, che dà il nome-giorno agli Abel ispanici. Il nome gode di un grande vantaggio: è identico o quasi in decine di lingue, breve, sonoro e facile da portare in tutto il mondo.
Oggi Abel è un nome moderno e in ascesa in Spagna e in America Latina, percepito come fresco, dolce e un po' artistico, senza perdere la sua gravità biblica di fondo. Piace per la sua semplicità assoluta: due sillabe e una storia millenaria alle spalle.
Abel porta nel nome una parola così delicata —'respiro', 'soffio'— che quasi predice il suo carattere: c'è in lui una dolcezza, una sensibilità a fior di pelle che lo distingue. Il numero 2 che lo accompagna rafforza questo profilo di anima empatica, pacifica e ricettiva, quella di qualcuno che coglie l'umore di una stanza appena entra. La sua sensibilità e la sua diplomazia sono alte; l'aggressività, agli antipodi. Abel è l'amico conciliatore, colui che ascolta senza giudicare.
Dal suo eponimo biblico, il pastore innocente e giusto, eredita una bontà genuina e una lealtà senza doppiezza, quasi commovente. È degno di fiducia fino al midollo. Ma porta anche l'ombra di quella storia: una certa vulnerabilità, una tendenza a fidarsi troppo e a uscirne male per essere una brava persona. A Abel costa il conflitto e a volte inghiotta rospi che dovrebbe sputare; la sua sfida vitale è imparare a proteggersi senza perdere la sua tenerezza.
Il lato luminoso del nome sta nella sua fibra artistica. Abel solitamente ha fantasia, sensibilità estetica e un mondo interiore ricco —non è un caso che abbondino musicisti e creatori con questo nome, dal cantautore Abel Pintos ai cineasti—. La sua energia è più intima che espansiva, più volta a creare e prendersi cura che a conquistare. Non cerca di comandare né di accaparrarsi i riflettori: la sua ambizione è discreta, orientata a ciò che lo riempie davvero.
Con il suo aspetto moderno, breve e universale, l'Abel di oggi risulta caldo e vicino, un tipo con cui fa piacere aprirsi perché sai che non ti deluderà. Ha solo bisogno, di tanto in tanto, che qualcuno gli ricordi che essere una brava persona non è incompatibile con il farsi rispettare. Quando lo integra, la sua dolcezza diventa una forza tranquilla.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Che cosa ne dice la scienza. L'effetto di un nome sul carattere è documentato, e diversi studi scientifici se ne sono occupati. Non mostrano che un nome contenga una personalità nascosta, ma che cattura l'attenzione, suscita aspettative sociali e modifica leggermente il modo in cui gli altri ci rispondono. Leggi il nostro articolo su cosa si fonda la psicologia dei nomi per saperne di più.
Abel, figlio del respiro e del soffio, non ama con le mani, ma con il respiro. La sua seduzione è eterea, un sussurro che si insinua sotto la porta dei cuori chiusi, attirando coloro che cercano qualcosa di più della carne; cercano l'aria che loro manca. È sensuale nella sua immaterialità, capace di avvolgerti con la vanità dell'effimero, facendo sì che ogni bacio si senta come l'ultimo respiro della vita, intenso e disperato.
Tuttavia, questa stessa natura lo condanna all'insoddisfazione. Ciò che più lo lacera è la permanenza, il peso di ciò che resta, ciò che non si evapora. Cerca l'intensità del vapore che sale e scompare, non il peso della pietra. Se la sua partner diventa troppo un'ancora, troppo reale e terrena, Abel svanisce, lasciando solo un improvviso freddo. Ama la brevità del fuoco, non la ceniza; ha bisogno di un amore che si viva come un sospiro intrappolato, brillante e mortale, perché solo nella fragilità dell'istante trova la sua vera connessione con l'altro.
Dall'ebraico 'Hével', significa 'respiro' o 'soffio', con la sfumatura dell'effimero e del transitorio della vita.
Il secondo figlio di Adamo ed Eva, pastore il cui sacrificio piacque a Dio e che fu assassinato dal fratello Caino, essendo la prima vittima dell'umanità.
In Spagna si celebra il 5 agosto, festa di San Abel di Reims, arcivescovo dell'VIII secolo.
Molto: si scrive uguale o quasi uguale in spagnolo, inglese, francese, tedesco, portoghese e altre lingue, il che lo rende molto comodo da portare.
È millenario per il suo origine biblica, ma oggi suona fresco ed è in ascesa in Spagna e in America Latina.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.
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