28 ottobre
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a Simone il Zelote.
Discepolo di Cristo nel I secolo, originario della Galilea. Rifiutò di piegarsi sotto la pressione politica o sociale, rimanendo fedele alle sue convinzioni fino al martirio. Questa tenacia ne fa un modello di coerenza.
Quello che resta: Impariamo qui che restare fermi, anche di fronte all'avversità, è una forma di coraggio. La fedeltà alle proprie idee non è una debolezza, ma una forza.
🌍 Simone si festeggia Francia, Stati Uniti, Italia, Spagna, Brasile, Argentina e Germania il 28 ottobre.
Simone è la forma femminile di Simon, derivato dall'ebraico Shim'on, «Dio ha ascoltato». Un nome biblico per eccellenza, legato all'apostolo Simone, ma che ha segnato soprattutto il XX secolo francese per la forza delle sue grandi figure. Sono rari i nomi così strettamente legati all'emancipazione e al pensiero.
Molto in voga nella prima metà del XX secolo, tra il 1900 e il 1940, Simone evoca una generazione di donne dal carattere forte. È impossibile pronunciarlo senza pensare a Simone de Beauvoir, pioniere del femminismo, a Simone Veil, sopravvissuta all'Olocausto e artefice della legge sull'aborto, entrata al Pantheon, o a Simone Signoret, una grandissima attrice. Il nome porta un'aura di intelligenza, coraggio e libertà.
Oggi percepito come retrò-chic, Simone torna in auge tra i giovani genitori sedotti dalla sua nobiltà e dal suo retaggio femminista. È un nome imponente, carico di storia e convinzioni. Un nome che non si prende alla leggera.
Simone non chiede il permesso a nessuno. Con un'indipendenza che culmina nel 9 e un bisogno di attenzione ridotto alla porzione minima (2), incarna la donna libera per eccellenza — quella che pensa con la propria testa, decide da sola e non aspetta l'approvazione di nessuno. La sua ambizione elevata (8) non ha nulla di stridente: è un'ambizione intellettuale, una volontà feroce di lasciare il segno e cambiare le cose, a immagine delle grandi Simones che hanno plasmato il secolo.
Non è la regina dei salotti. La sua diplomazia misurata (4) e il suo umore contenuto (4) tradiscono un carattere intero, talvolta aspro, che preferisce la franchezza alla lusinga. Simone dice ciò che pensa, anche se questo crea disagio. Non la immaginiamo ad arrotondare gli angoli per compiacere: avanza in linea retta, con la determinazione di colei il cui nome significa «Dio ha ascoltato» — poiché Simone, lei, ascolta soprattutto la propria coscienza.
Dietro questa corazza di combattente si nasconde tuttavia una sensibilità reale (6), quella che alimenta le sue lotte e le sue convinzioni. La sua stabilità solida (7) le dà la costanza delle grandi cause portate avanti per tutta la vita, senza mai arrendersi. Simone non è del tipo che cambia opinione al vento delle mode: ciò che considera giusto, lo difende fino alla fine.
Si pensa inevitabilmente a Simone de Beauvoir e a Simone Veil: l'intelligenza, il coraggio, l'eleganza di un impegno senza concessioni. Indossare questo nome significa ereditare una stirpe di pioniere. Simone impressiona, talvolta intimorisce, ma impone rispetto. Una donna di testa e di cuore, indipendente fino in fondo, che preferisce mille volte avere ragione da sola che avere torto in gruppo.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Simone porta in sé il peso sacro dell'ascolto. Il suo amore non è un fragore, ma una risonanza profonda. Sedurre per lei è un atto di accoglienza: non cerca di dominare, ma di catturare l'eco di un'anima sincera. Si innamora quando le viene offerta la verità nuda, poiché «colei che ascolta» ha bisogno di essere ascoltata, di sentire che la sua presenza colma una mancanza ancestrale. È una musa attenta, tenera, ma esigente quanto alla qualità del silenzio condiviso. Ciò che la stanca è il rumore sterile, le promesse vuote e l'indifferenza. Per Simone, l'intimità è un santuario dove ogni sussurro deve trovare la sua risposta divina. Ama con una devozione quasi religiosa, offrendo il suo corpo e il suo spirito come un altare dove la connessione spirituale precede il piacere carnale. Se non la ascoltano, si chiude, gelida e distante, lasciando aleggiare il dubbio sulla perennità dell'unione.
Simone è la forma femminile di Simon, dall'ebraico Shim'on, «Dio ha ascoltato». È un nome di origine biblica.
Significa «Dio ha ascoltato» o «colei che ascolta e risponde».
Il 28 ottobre, giorno degli apostoli Simone e Giuda.
In francese, Simone è femminile. Attenzione: in italiano, Simone è invece un nome maschile, l'equivalente di Simon.
Grazie a figure maggiori del XX secolo come Simone de Beauvoir, Simone Veil e Simone Weil, è diventato un simbolo di intelligenza e di impegno femminile.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.