23 giugno
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a principessa Wanda.
Figura leggenda della fine del V secolo, figlia del re Krak, fondatore di Cracovia in Polonia. Di fronte all'invasione degli Unni, rifiuta di arrendersi e si getta nelle acque della Vistola per preservare l'onore del suo popolo. Il suo atto sigilla la fondazione mitica della città.
Quello che resta: Impariamo qui che la dignità può valere più della vita stessa. Rifiutarsi di piegarsi sotto la minaccia significa scegliere di lasciare un'impronta indelebile nella storia.
Fonte: Wikipédia
🌍 Vanda si festeggia Francia e Brasile il 23 giugno ; Italia il 17 aprile.
Vanda è la forma italiana di Wanda, nome la cui origine è discussa: alcuni lo ricollegano all'etnonimo dei Vendi, antica popolazione slava, e altri al germanico Wand-. Comunque sia, il nome è indissolubilmente legato a una leggenda: quella di Wanda, principessa figlia del re Krak, fondatore di Cracovia, che si sarebbe gettata nel Vistula invece di sposare un principe straniero e di rimanere fedele al suo popolo.
In Italia, Vanda si diffuse soprattutto nella prima metà del XX secolo, con quel gusto un po' esotico e mitteleuropeo che allora affascinava. Il volto italiano del nome è la grande soubrette Wanda Osiris, regina indiscussa della rivista e del varietà, che negli anni '40 e '50 lo rese sinonimo di eleganza scintillante e di scenari sontuosi.
Oggi, Vanda è un nome vintage, raro tra i neonati, che porta con sé un aroma recuperato di teatro, di dive e di eleganza di un tempo. Ha un carattere deciso e una musicalità breve e nitida che non passano inosservati.
Vanda ha la musicalità breve e nitida di un nome che non ha bisogno di spiegazioni: due sillabe come due salti di tacco a spillo su un palcoscenico teatrale. Dietro si cela la leggenda della principessa Wanda, che preferì lanciarsi nel Vistula piuttosto che tradire il suo popolo — e un po' di quell'orgogliosa altiera rimane nel carattere che il nome evoca.
La Vanda tipica è una donna dotata di un temperamento deciso, indipendente, che non lascia calpestare i suoi piedi. Ha una tranquilla determinazione, una volontà che non ha bisogno di alzare la voce per essere rispettata. E, ancora una volta, un senso innato del palcoscenico: non c'è dubbio che il volto italiano del nome sia Wanda Osiris, regina scintillante del varietà. Il numero sei aggiunge eleganza, gusto estetico e amore per la bellezza in tutte le sue forme.
A Vanda piacciono le cose fatte con stile. Ha un lato retrò, un fascino di un tempo che rivendica con orgoglio, e un gusto per il gesto elegante, per la replica veloce, per l'ingresso in scena. Ma sotto lo splendore della facciata batte un cuore fedele: la Vanda che dà la sua amicizia, la dà per sempre, e per le persone che ama è capace di una fedeltà leggendaria.
Può sembrare un po' altiera a chi la conosce poco, ma è solo la scorza di chi ha imparato a bastare a se stessa. Chi entra nel suo cuore scopre una donna calorosa, generosa e sorprendentemente divertente. Vanda è il nome della diva che non ha bisogno del palcoscenico del teatro per esserlo: se lo porta dentro, con quell'eleganza vintage e quella colonna vertebrale d'acciaio che la rendono, ovunque vada, semplicemente indimenticabile.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Sedurre, per Vanda, non è un gioco, è una possessione. Prima «colei che appartiene al popolo», investe l'intimità con un fervore tribale, quasi ancestrale. Il suo amore è sensuale, pesante di promesse slave, dove ogni carezza è un giuramento. Non corteggia, conquista. Ciò che la infiamma è l'autenticità grezza, quel collegamento terra-terra che ricorda le sue radici. Al contrario, la frivolezza vuota la fa fuggire istantaneamente; la superficialità è la sua nemica giurata. Cerca l'anima che risuoni con la sua stessa storia, non solo un corpo. Una volta impegnata, la sua fedeltà è uno scudo di pietra. Ma attenzione: se tradiscono la sua fiducia, il freddo che si installa è glaciale, definitivo. Ama come chi custodisce un segreto prezioso, con un'intensità che brucia senza consumare, lasciando l'eletto segnato per sempre da quella appartenenza totale.
L'origine è incerta: forse «appartenente ai Vendi» (Slavi) o dal germanico Wand-.
Vanda è la forma italiana; Wanda è l'originale, più diffusa in Polonia e nel mondo germanico.
Il 17 aprile, legato alla beata Wanda; essendo un nome principalmente adespoto, si può celebrare anche il 1º novembre.
Una celebre principessa polacca, figlia del re Krak, simbolo di fedeltà al suo popolo.
In voga all'inizio del XX secolo; oggi è raro e ha un gusto vintage.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.