11 dicembre
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a Arthur Bell.
Erudito e traduttore del XVII secolo, attivo nei Paesi Bassi e in Francia. Ha dedicato la sua vita alla padronanza di più lingue e alla traduzione di testi complessi, rifiutando di limitarsi a un unico quadro intellettuale o geografico.
Quello che resta: Si può scegliere di fare della curiosità intellettuale un atto di resistenza contro la mediocrità. È una prova che la pretesa di capire il mondo vale più del comfort dell'ignoranza.
Fonte: Nominis
Arturo si festeggia negli Stati Uniti, in Italia, in Spagna, in Brasile, in Argentina e in Germania il 11 dicembre.
Arturo è un nome avvolto nella nebbia e nella leggenda. La sua etimologia più accettata lo collega al celtico «artos», «orso», simbolo di forza e regalità, e alcuni lo associano anche al nome romano «Artorius» o alla stella Arturo (Arturo, «il guardiano dell’Orsa», la stella più brillante della costellazione dell’Orsa). Sia come sia, irradia potere e protezione.
Il suo successo universale lo deve al leggendario re Artù, signore di Camelot, di Excalibur, di Merlino e dei Cavalieri della Tavola Rotonda: un intero universo immaginario fatto di onore, giustizia e idealismo cavalleresco. Nell’area ispanofona ha dato i natali a personalità di spicco, dall’eroe della marina cilena Arturo Prat allo scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte.
Non esiste un santo Arturo saldamente radicato nel calendario dei santi spagnolo, motivo per cui è considerato più un nome di origine leggendaria che agiografica. Oggi suona sicuro, nobile e senza tempo: classico, senza essere retrò, elegante e con un tocco di epicità.
Pochi nomi evocano quanto Arturo l’immaginario della leadership, e le sue caratteristiche lo confermano. In lui c’è un nobile ambizione (8) e una ricca immaginazione (8): l’Arturo da manuale non vuole semplicemente trionfare, vuole creare il proprio Camelot, un’idea, un progetto, un mondo migliore intorno a sé. È un sognatore con la spada, un idealista che si rimbocca anche le maniche.
La sua indipendenza (8) è marcata: non è fatto per seguire ordini altrui, ma per tracciare la rotta e trascinare gli altri con il suo carisma, sottolineato dalla numerologia del 3. E la sua lealtà (8) è di codice cavalleresco: per l’Arturo tipico l’onore, la parola e la giustizia sono quasi importanti quanto il successo, e difende i suoi con una convinzione che sfiora il romantico. Sotto la corona batte un cuore: la sua sensibilità (7) lo fa vibrare per le grandi cause, per la bellezza, per le grandi storie.
Energico (7) e coraggioso, fiorisce nei momenti decisivi, quando gli altri indietreggiano; lì fa emergere la forza dell’orso, che pulsa nella sua etimologia celtica. Non gli manca l’umorismo (6), spesso con una sfumatura teatrale e magnetica che riempie la stanza. La sua sfida è quella che porta tutti i re sognatori: non disperdersi in mille crociate e non credere di essere l’autore della propria epopea. Quando trasforma questa fantasia in obiettivi concreti, unisce il meglio di un Pérez-Reverte e di un Prat: talento narrativo, coraggio e senso del dovere. In equilibrio, Arturo è il capitano tra gli amici, colui che ti fa sentire parte di qualcosa di epico, solo con la sua presenza.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Che cosa ne dice la scienza. L'effetto di un nome sul carattere è documentato, e diversi studi scientifici se ne sono occupati. Non mostrano che un nome contenga una personalità nascosta, ma che cattura l'attenzione, suscita aspettative sociali e modifica leggermente il modo in cui gli altri ci rispondono. Leggi il nostro articolo su cosa si fonda la psicologia dei nomi per saperne di più.
L’amore di Arturo è una forza bruta, una marea celtica che non chiede permesso, ma entra prepotentemente. Non gioca a giochi sottili; il suo corteggiamento è un abbraccio che toglie il fiato, diretto e viscerale, con l’intensità di chi sa che la vita è breve. Cerca una connessione che resista al freddo, una lealtà a prova di proiettile, simile alla protezione istintiva dell’orso. Si sente attratto dall’autenticità grezza, dagli sguardi che non fuggono dall’ombra, perché lui non è una vaso, è roccia e terra. Ma la sua pazienza si esaurisce di fronte alla superficialità e ai giochi di potere vuoti; il freddo emotivo lo respinge come il fuoco respinge l’acqua. A letto è possessivo, ma devoto, alla ricerca di una fusione totale, in cui anima e corpo parlino la stessa lingua primordiale. Non ama per gioco, ama per fondersi, per essere il custode di una fiamma comune, anche se questo significa che lui stesso brucia per primo e lascia una passione che impronta indelebili sulla pelle e sul cuore.
Il suo significato più accettato è «orso» o «forte come un orso», dal celtico «artos»; è anche associato alla stella Arturo, «il guardiano dell’Orsa».
Ha origine celtica, reso popolare dalla leggenda del re Artù di Britannia; alcuni lo collegano anche al romano «Artorius».
Il nome di Arturo si festeggia l'11 dicembre in onore del beato Arthur Bell. Era un sacerdote francescano e martire.
Dal ciclo arturiano medievale: il re Artù, Camelot, la spada Excalibur, il mago Merlino e i Cavalieri della Tavola Rotonda.
Assolutamente no: è un classico senza tempo, ancora in uso, con una connotazione nobile ed epica che piace a molte famiglie.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.
Una data che non corrisponde al vostro uso, un'etimologia dubbia? Diccelo. Verifichiamo alla fonte e pubblichiamo la correzione — o la ragione della differenza, su questa pagina.