6 settembre
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a Eva.
Figura fondante della narrazione biblica, la prima donna e madre dell'umanità. Incarna la curiosità intellettuale e il coraggio di varcare la soglia della conoscenza, aprendo la strada alla consapevolezza di sé e alla responsabilità umana.
Quello che resta: In lei riconosciamo l'audacia necessaria per mettere in discussione l'ordine stabilito e assumersi le conseguenze delle proprie scelte. È il rifiuto di rimanere in un'innocenza passiva a favore di una vita pienamente vissuta e illuminata.
Fonte: Behind the Name · Wikipédia · demandafrica.com
🌍 Awa si festeggia Francia, Italia e Germania il 6 settembre ; Spagna il 24 dicembre.
Awa è la forma dell'Africa occidentale – molto popolare in Senegal, Mali e Guinea – di Hawa, il nome arabo per Eva, la prima donna secondo la Genesi e il Corano. Il suo significato è altrettanto profondo e luminoso: «la Vivente», «la Madre dei Viventi», «la Fonte della Vita». Difficilmente si può immaginare un programma più bello per un nome femminile.
Dolce, rotondo, cantilenante con le sue due sillabe aperte, Awa evoca nell'Africa occidentale la vita, la fertilità, ma anche la pace e la dolcezza. Può essere associata a santa Eva, patrona della città di Dreux, che si celebra il 6 settembre.
Portata da artisti e figure ispiratrici del continente, Awa gode di un'immagine molto positiva: quella di una donna radiosa, generosa, profondamente vitale. Breve e universale, all'incrocio tra culture africane, arabe e bibliche, oggi seduce ben oltre i suoi paesi d'origine, in particolare in Francia, dove la sua semplicità sonora colpisce pienamente.
Awa è la vita che è diventata un nome proprio. Diretta discendente di Eva dalle origini, «la Madre di tutti i Viventi», porta nelle sue due sillabe rotonde un'energia vitale, cordiale e generosa. Si immagina spontaneamente una donna che riunisce, che nutre – in senso letterale e figurato –, attorno alla quale ruota la casa. In questo nome ci sono il sole e la linfa, una capacità di far prosperare cose e persone.
Questa caratteristica materna e connettiva non fa di Awa una semplice fata buona. Il suo numero 7, legato all'introspezione e alla riflessione, rivela un giardino segreto, una profondità che sorprende in qualcuno di così solare. Awa osserva, sente, comprende ciò che non è detto; possiede un fine intuito e una saggezza tranquilla che la rendono un'ottima confidente. Le si attribuisce volentieri questa rara combinazione di vitalità esteriore e ricchezza interiore.
Radicate nelle culture dell'Africa occidentale che ha adottato, Awa incarna anche valori di pace, ospitalità e coesione. Come diplomatiche nate, attenua le tensioni, riconcilia, crea legami. La sua sensibilità è grande, a volte molto delicata, ma sempre rivolta agli altri piuttosto che a se stessa.
Leale, cordiale, dà molto e si aspetta in cambio affetto sincero. Come le artiste che portano questo nome, come la cantante Awa Ly, ha spesso un'vena creativa e un'eleganza naturale, un modo tutto suo di trasformare la vita quotidiana in qualcosa di vivo e bello. In breve, una fonte di vita e dolcezza, sia pilastro del gruppo che anima misteriosa – il tipo di presenza che si sente dolorosamente a mancare non appena è assente.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Awa non corteggia, irradia. Il suo nome proprio, questa «Fonte della Vita» primordiale, detta una passione in cui l'erotismo è inestricabilmente legato alla generosità. Non ha bisogno di giochi: la sua presenza è un invito, sensuale e immediato. Da vicino offre una sensualità grezza che ricorda la radice ebraica della vita stessa. Cerca l'uomo che può canalizzare questa energia vitale senza distruggerla, che osa attingere dal suo flusso senza annegare la propria identità. Ciò che la affascina è la vitalità dell'altro, la sua capacità di rimanere «vivo» in senso pieno, appassionato e olistico. In cambio, la stagnazione è il suo peggior nemico. La noia, la tepidità emotiva o l'indifferenza la fanno appassire istantaneamente. Non rimane dove l'anima si atrofizza. Per sedurla bisogna essere una fiamma, non cenere. Vuole essere la madre dei momenti condivisi, ma esige in cambio una fiamma che non si spegne mai.
È la forma dell'Africa occidentale di Hawa, il nome arabo per Eva, la prima donna secondo la Genesi e il Corano.
«La Vivente», «Fonte della Vita» o «Madre dei Viventi», dallo stesso significato del nome Eva.
Si possono festeggiare il 6 settembre, giorno di santa Eva, poiché non esiste una santa Awa specifica.
Sono due forme dello stesso nome proprio: Awa deriva da Hawa (arabo), che traduce l'ebraico Hawwah, cioè Eva.
Soprattutto nell'Africa occidentale: Senegal, Mali, Guinea, Mauritania, dove è molto comune.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.