21 settembre
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a san Matteo.
Esattore a Cafarnao nel I secolo, in Galilea. Abbandonò i suoi meticolosi registri per seguire una nuova via, poi trascrisse con rigore gli insegnamenti di Gesù, diventando il primo evangelista.
Quello che resta: Si può cambiare vita senza aspettare il permesso del passato. La capacità di reinventarsi, portando ordine e senso all'esperienza vissuta, è una forza umana universale.
🌍 Matei si festeggia Francia, Italia, Spagna e Germania il 21 settembre.
Matei è la forma rumena e bulgara del nostro Matteo, e dietro questi due nomi si nasconde la stessa bella promessa: Mattityahu significa in ebraico «Dono di Dio». Il patrono è prestigioso – il santo Matteo, il pubblicano che divenne apostolo e che tradizionalmente è considerato l’autore del primo dei quattro Vangeli. Un nome quindi segnato dalla spiritualità e dalla storia, che si celebra in Occidente il 21 settembre.
In Romania, Matei è una vera istituzione, sostenuta dalla Chiesa ortodossa e da grandi figure nazionali: il voivoda Matei Basarab, principe di Valacchia nel XVII secolo, o anche il re Matei Corvin (Matthias Corvinus), la cui fama è condivisa con l’Ungheria. È un nome che è sia classico che orgogliosamente identitario, ed è molto diffuso tra i piccoli rumeni di oggi. In Francia, affascina per il suo suono meridionale e cantilenante, è più originale e solare di Matthieu, conservando però la stessa radice rassicurante. Elegante, dolce, radicato in duemila anni di storia, Matei unisce tradizione e freschezza.
Matei porta un nome in forma di dono – «Dono di Dio» – e ha spesso qualcosa di questa generosità solare. Nella forma rumena di Matteo, unisce la profondità di un retaggio millenario a una freschezza tutto sommato meridionale: è un ragazzo caldo, accessibile, che si distingue senza imporsi. Nutrito da un numero 3 tutto orientato all’espressione, ha un contatto leggero, un modo piacevole di parlare, un senso per la formulazione giusta; ama raccontare, scambiare, far ridere, e la sua compagnia è di quelle di cui si ha nostalgia.
Ma il patrono porta anche una bella densità. Il santo Matteo, il pubblicano che lasciò tutto per seguire una voce, incarna la capacità di conversione, il coraggio di cambiare vita, la fedeltà a un ideale. In Matei si ritrova questa profonda rettilinearità sotto la facciata socievole: una lealtà solida, un’aderenza sincera ai valori e a chi gli è caro. Le grandi figure rumene del nome – il saggio voivoda Matei Basarab, il brillante Matei Corvin – soffiano inoltre un vento di eleganza, intelligenza e amore per la cultura; Matei ama spesso i libri, le idee e la bellezza.
In amore è un cuore generoso che dà molto e ama essere circondato. Ha bisogno di legami, confidenza, di un cerchio caldo in cui possa sviluppare il suo entusiasmo. La sua socievolezza può essere accompagnata da una punta di sensibilità – non gli piace essere ignorato – ma il suo buon umore si ristabilisce rapidamente. Curioso, adattabile, a suo agio in diverse culture come il suo nome viaggiatore (Matteo, Mateo, Matthew…), Matei avanza nella vita con ottimismo e apertura. Un compagno luminoso e fedele, dotato per la felicità condivisa, e fedele alla sua promessa: quella di essere, per coloro che lo circondano, un vero dono.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Matei porta in sé la pesante e preziosa grazia di un dono divino. In amore non insegue ombre; cerca l’essenza, quel legame profondo che fa vibrare l’anima. La sua seduzione non è una sfilata rumorosa, ma una presenza magnetica, calma e intensa, come una luce soffusa che attira senza abbagliare. Regala il suo cuore con una toccante onestà e considera l’unione un patto sacro. Ciò che lo elettrizza è la profondità dello scambio, quell’alchimia in cui spirito e corpo diventano uno. Al contrario, nulla lo stanca più della superficialità o della doppiezza. Per lui l’amore è un dono reciproco che richiede una lealtà assoluta. Vuole essere il rifugio, ma anche il respiro. Quando sente che l’altro sta recitando la parte dei riflettori, invece di vivere il momento presente con un’autenticità grezza, si ritira e custodisce con cura il suo tesoro interiore per colui che ne sa comprendere il vero valore.
È la forma rumena e bulgara di Matteo, di origine ebraica.
«Dono di Dio», dall’ebraico Mattityahu.
Il 21 settembre, giorno del santo Matteo, apostolo ed evangelista (il 16 novembre nella tradizione orientale).
Sì, Matei è semplicemente la versione rumena e bulgara di Matteo.
Molto diffuso in Romania e Bulgaria, rimane più raro e originale in Francia.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.