29 settembre
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a san Michele.
Figura angelica maggiore nel giudaismo, cristianesimo e islam, venerata fin dall'antichità. Secondo la tradizione, guidò la rivolta contro l'arroganza divina, rifiutando di inchinarsi e difendendo l'ordine morale con la forza.
Quello che resta: Impariamo qui che dire no all'ingiustizia, anche di fronte a una potenza schiacciante, è un atto fondante di coraggio. Questa tenacia rimane un modello di integrità di fronte all'oppressione.
🌍 Miguel si festeggia in Francia, negli Stati Uniti, in Spagna, in Brasile, in Argentina e in Germania il 29 settembre.
Miguel è un nome nel senso più letterale del termine celeste: designa l'arcangelo San Miguel, il capo degli eserciti di Dio, che secondo la tradizione ha sconfitto Lucifero. Ha origine dall'ebraico Mikha'el, una domanda retorica – «Chi è come Dio?», che era il grido di guerra dell'arcangelo contro l'arroganza del diavolo. È una di quelle radici che attraversano le tre grandi religioni monoteiste.
In Spagna il nome porta un peso culturale immenso, a partire da Miguel de Cervantes, autore del Don Chisciotte e padre della lingua castigliana, la cui festa si celebra il 23 aprile. La venerazione dell'arcangelo San Miguel, celebrata il 29 settembre (il «Miguelón»), ha costellato il paesaggio di cappelle sulle cime delle montagne, poiché lo si associava alle vette e alla protezione.
Miguel suona robusto, nobile e profondamente spagnolo, con una sfumatura guerriera e al tempo stesso poetica. Il suo vezzeggiativo «Miki» o il confidenziale «Micky» lo modernizzano, mentre «Miguel» nella sua interezza conserva tutta la sua solennità. È un classico eterno, presente altrettanto nel calendario dei santi, nella letteratura e nelle canzoni popolari.
Miguel ha qualcosa di una fortezza incrollabile: solido, tenace e di una affidabilità a prova di bomba. Il 4 numerologico e l'arcangelo guerriero che vi si nasconde si fondono in un carattere di grande stabilità (8) e lealtà incrollabile come la roccia (8). Miguel è colui che resiste, che non si ritrae, che non indietreggia quando le cose si fanno tempestose; questa resistenza da maratoneta, che Induráin incarnava perfettamente mentre si dirigeva incrollabile verso le cinque vittorie consecutive al Tour, definisce bene il suo modo di stare nel mondo.
Ma attenzione, non ridurlo alla pura muscolatura: nel nome convivono il soldato e il poeta. Accanto alla solidità pulsa una profonda sensibilità (7), quella di Miguel Hernández, che scriveva versi dalle trincee, e una fantasia (6) più ricca di quanto sembri. La sua ambizione (7) è costante e laboriosa, il modo di costruire mattone su mattone, invece di cercare il colpo veloce. L'energia (7) che sprigiona è di lunga durata, più resistente che esplosiva.
Nelle relazioni, Miguel ha un umore piuttosto sobrio e sottile, senza fare rumore, e una diplomazia diretta (5): preferisce l'onestà alle manovre. Molto indipendente (6), non ha bisogno di attenzione né di applausi (besoin_attention 5) per sentirsi completo; gli basta fare bene le cose e avere con sé le persone care. È l'uomo su cui si può contare, l'amico fedele, che combatte per chi ama con la stessa determinazione con cui l'arcangelo ha affrontato il diavolo stesso. Nessun uomo tiene le fondamenta così bene come Miguel.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Miguel non cerca gli stereotipi; cerca la verità nuda e cruda, che si rivela solo nell'intimità. Il suo nome, «Chi è come Dio?», porta un peso teologico che si traduce in una passione intensa, quasi sacra. Non ama superficialmente; ama con la ferocia dell'arcangelo guerriero, che protegge ciò che considera suo. Nella seduzione è diretto, magnetico, con uno sguardo che sembra penetrare l'anima prima di toccare il corpo. È attratto dall'integrità, dalla forza di carattere e dalla lealtà incrollabile. Ma il suo lato più vulnerabile è la gelosia; quando sente che il suo dedizione non viene ricambiata con la stessa intensità, si ritira con un freddo tagliente. Non tollera doppie intenzioni né bugie benintenzionate. Per Miguel il sesso è un rito di profonda connessione, non un vuoto gioco di potere. Ha bisogno di un partner che possa reggere il suo sguardo, qualcuno che non abbia paura dell'intensità emotiva. Se guadagni la sua fiducia, otterrai un amore devoto, protettivo e passionale; tradisci però questa fiducia e il suo rifiuto sarà definitivo e assoluto, come un cancello chiuso per sempre.
È una domanda ebraica: «Chi è come Dio?», che esprime il fatto che nessuno è paragonabile a Dio.
Dall'ebraico Mikha'el, il nome dell'arcangelo San Miguel, il capo degli eserciti celesti.
Il 29 settembre, festa dell'arcangelo San Miguel, insieme a San Gabriel e San Rafael.
Sì, appare come arcangelo nell'Antico Testamento e nell'Apocalisse ed è venerato nel giudaismo, nel cristianesimo e nell'islam.
Miki, Micky, Migue o Miguelito sono i vezzeggiativi più comuni.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.