17 maggio
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a san Pasquale Baylon.
Religioso spagnolo del XVI secolo, di umili origini. Pastore diventato portinaio in un convento, ha fatto dell'accoglienza e della benevolenza i suoi tratti distintivi, guadagnandosi il rispetto di tutti con la sua dolcezza incrollabile. Ha sopportato le violenze della sua epoca senza odio, perdonando i suoi aggressori.
Quello che resta: Impariamo qui che la forza non deriva sempre dall'istruzione o dallo status sociale, ma da una profonda integrità. Mostra che è possibile rimanere aperti e generosi, anche di fronte all'ingiustizia o alla crudeltà.
🌍 Pascal si festeggia Francia, Stati Uniti, Spagna, Brasile e Germania il 17 maggio.
Pascal è il nome proprio della festa per eccellenza: deriva dal latino Paschalis, che significa «legato alla Pasqua», e tradizionalmente si dava questo nome ai bambini nati durante il periodo pasquale. Alla sua guardia vigila il santo Pascal Baylon, un umile pastore spagnolo che divenne frate francescano e si celebra il 17 maggio. Ma in Francia il nome proprio è indissolubilmente legato a un gigante dello spirito: Blaise Pascal, matematico, fisico e filosofo del XVII secolo.
Popolare dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, Pascal ha un'immagine calda e serena, quella di un uomo equilibrato e amante della vita, radicato nella realtà. Si ama attribuirgli la fine intelligenza del suo famoso omonimo e un pizzico di umore tranquillo. Il nome proprio suona oggi vintage e simpatico, quello di uno zio affascinante o di un artigiano appassionato – un nome proprio che sa di semplicità, fedeltà e amore per le cose vere.
Pascal è la roccia tranquilla del gruppo. La sua stabilità (8/10) e la sua lealtà (8/10) formano una base incrollabile: ci si può fidare ciecamente di lui, non tradisce e non entra in panico. Mentre gli altri si agitano, Pascal si prende il tempo – la sua energia tranquilla (5/10) non ha nulla a che fare con la fretta, ma tutto con la perseveranza calma di chi porta a termine ciò che ha iniziato.
Sotto la sua facciata serena si nasconde una mente affilata. Il numero 7 della sua numerologia e l'ombra protettiva di Blaise Pascal non mentono: è un pensatore, un osservatore, qualcuno che apprezza il silenzio e le idee. Il suo umore (7/10) è della qualità più fine – secco, inserito al momento giusto, mai per mettersi in mostra (bisogno di attenzione molto basso, 3/10). Pascal evita i riflettori come il diavolo evita l'acqua santa; preferisce l'officina, il giardino o una conversazione a due con un bicchiere.
La sua indipendenza (7/10) fa di lui un uomo che non deve rendere conto a nessuno, fedele alle sue convinzioni e al suo ritmo personale. Sotto la scorza è un po' giocoso (6/10), ha le sue passioni del tutto personali, spesso di natura manuale o intellettuale, che coltiva con costanza. Generazionalmente, Pascal evoca gli anni Sessanta e Settanta, lo zio amante della vita e dotato per l'artigianato, l'amico di sempre, che in trent'anni non si è spostato di un centimetro – ed è proprio questo che si ama in lui. In sintesi: un saggio tranquillo dal cuore fedele, che pensa molto, parla con precisione e con cui una birra dura tre ore senza accorgersene.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Pascal è l'incarnazione della transizione, un'anima che non sopporta né la stasi né il peso delle emozioni cristallizzate. Nell'amore non cerca l'idolo, ma la transizione, quell'alchimia fugace in cui due corpi si sfiorano per trasformarsi meglio. Per lui la seduzione è un'arte del movimento: affronta la sensualità con una grazia latina, dolce ma inesorabile, come la primavera che fa sbiadire l'inverno. È attratto dall'ambiguità, da quei momenti sospesi in cui l'anima vacilla. Ma attenzione, la sua natura pascoliana si annoia rapidamente nella routine immutabile. La noia è il suo unico nemico; non appena la passione si indurisce in abitudine, sente il bisogno di superare la soglia e passare a qualcos'altro. Ama i legami che liberano invece di legare. Per incatenarlo, bisogna essere un orizzonte mutevole, una prova dolce da superare. Non promette l'eternità, ma l'intensità del momento presente, quella grazia fugace che rende leggera l'anima.
Pascal deriva dal latino Paschalis, «legato alla Pasqua». Si dava ai bambini nati durante le feste pasquali.
«Legato alla Pasqua» o «colui che passa», in riferimento alla Pessah, la transizione della Pasqua ebraica.
Il 17 maggio, giorno del santo Pascal Baylon.
Blaise Pascal è il portatore più famoso del nome proprio; l'unità di pressione (il Pascal) e un linguaggio di programmazione lo onorano.
È prevalentemente maschile. La forma femminile è Pascale (con e).
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.