3 maggio
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a san Filippo.
Apostolo originario di Betsaida in Galilea, nel I secolo. Prese l'iniziativa di portare Natanaele nella comunità e propose una soluzione pratica per sfamare la folla durante la moltiplicazione dei pani.
Quello che resta: Si riconosce il coraggio di prendere l'iniziativa per includere gli altri, e l'intelligenza pratica di fronte alle sfide concrete. È l'arte di non restare passivi quando si vede un bisogno.
🌍 Philippe si festeggia Francia, Stati Uniti, Spagna, Brasile e Germania il 3 maggio.
Philippe è un nome proprio maschile di origine greca e di alta nobiltà: Philippos, «colui che ama i cavalli», era il nome del padre di Alessandro Magno, Filippo II di Macedonia. Adottato dal cristianesimo attraverso l’apostolo Filippo, divenne in seguito un nome regale di grande prestigio: sei re di Francia e altrettanti monarchi spagnoli lo portarono, fino all’attuale re dei Belgi.
In Francia, Philippe visse il suo periodo d’oro a metà del XX secolo, tra gli anni Quaranta e Sessanta, prima di lasciare spazio ad altre tendenze. Conserva l’immagine di un uomo maturo, riflessivo e affidabile – il nome del compagno solido, del tipo stabile, dell’amico eterno. Niente di sfarzoso: Philippe è serietà, costanza.
Il suo profumo rimane al contempo distinto e pragmatico. Si associa volentieri a figure di autorità tranquilla e talento (Noiret, Starck, Petit). Un nome proprio oggi leggermente vintage, incarna una generazione di costruttori discreti, che preferiscono le azioni alla messa in scena.
Philippe è la roccia pragmatica. Con una stabilità di 8 e un’indipendenza di 7, avanza al proprio ritmo, senza dover giustificare le proprie decisioni davanti al pubblico – il suo bisogno di attenzione è inoltre minimo (3). Si pensa alla calma imperturbabile di un Philippe Noiret o alla vertiginosa forza nervosa di Philippe Petit, che si bilanciava tra due torri: tra i Philippe la sicurezza non fa rumore, cammina sul filo.
La sua fantasia è scarsa (3), e questo viene accettato: Philippe non è l’uomo degli umori o dei castelli in aria. Preferisce il concreto, il solido, il verificabile. Dove altri sognano, lui costruisce – degno erede di quelle generazioni di costruttori degli anni Cinquanta che hanno impresso al nome una nota di serietà. La sua ambizione (7) è molto reale, ma si realizza attraverso il lavoro e il metodo, mai attraverso lo scandalo.
Per quanto riguarda la sensibilità (4), Philippe è piuttosto timido e un po’ testardo: non lascia trasparire i suoi sentimenti, il che può farlo apparire distaccato, sebbene sia semplicemente discreto. Il suo umore (5) è asciutto, ironico, l’arte della battuta che colpisce proprio quando meno te lo aspetti. La sua lealtà (7) e la sua diplomazia (7) lo rendono l’amico più fedele in assoluto, che non molla la presa e risolve i conflitti con una parola calma. Con energia misurata (5) mantiene le distanze, invece di esagerare. In breve, un Philippe è un compagno saldo come un cavallo purosangue in stato di riposo: indipendente, affidabile, allergico alle apparenze. Gli devi una birra e la berrà senza giri di parole.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Philippe non insegue i cuori, li doma. Il suo approccio all’amore è quello del cavallerizzo maestro: un’elegante autocontrollo, una sensualità che non si impone, ma ottiene riconoscimento attraverso la forza tranquilla della sua presenza. Non cerca la sottomissione, cerca l’armonia, questo galoppo sincronizzato in cui due volontà libere decidono di correre nella stessa direzione. Ciò che lo attira è l’entusiasmo, la mobilità intellettuale, quella scintilla selvaggia che sa domare senza soffocare. Ha bisogno di una partner che sia libera quanto lui, che possa tenere le redini senza mai cercare di frenarlo. Ciò che però lo annoia rapidamente è la passività, questa pigrizia che soffoca la scintilla. Philippe ha bisogno di movimento, di sfida, di quella tensione erotica che fa vibrare l’aria tra due corpi. Gli piace quando ci si oppone con grazia, perché è proprio in quell’opposizione che nasce la vera passione. Per lui amare è un’arte equestre: serve respiro, fiducia e soprattutto non perdere il controllo del proprio cavallo interiore.
Dal greco Philippos, «colui che ama i cavalli». È diventato popolare attraverso l’apostolo Filippo e i re di Macedonia, Francia e Spagna.
Letteralmente «amico dei cavalli», da philein (amare) e hippos (cavallo) nell’antico greco.
Il 3 maggio, giorno in cui si celebrano gli apostoli Filippo e Giacomo il Minore.
Sì, specialmente tra il 1940 e il 1965 in Francia, dove è stato uno dei nomi maschili più assegnati, prima di diventare meno comune.
Philip in inglese, Filippo in italiano, Felipe in spagnolo, Philipp in tedesco.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.